Tra 3 ore ho un esonero...
Tra 3 ore ho un esonero di Psicologia del Mobbing, dell'Harassment e dello Stalking. E c'è da essere sinceri, so veramente poco. Al di là di come andrà questo compito a crocette, non ho fatto granchè per prepararmi. Mia madre sta male. Non fisicamente. Sta male di uno di quei mali subdoli e striscianti che si chiamano sintomi da inizio di depressione. E' tutto così strano intorno a me, mia nonna sta male, mia zia sta male, mio zio sta male, mia mamma sta male, tutti di mali diversi, eppure stanno male. Sono arrivata a pensare che se il Signore si prendesse mia nonna una volta per tutte starebbero tutti meglio, mia nonna non soffrirebbe più, fisicamente, mia madre soffrirebbe meno, psichicamente, mia zia idem, anche se lei avrebbe altre cose x cui avvelenarsi l'animo, lei che non ha mai permesso una critica su di sè a nessuno, lei che ha divorziato un bel po' di anni fa ormai dalla persona che credo fosse l'unico uomo a riuscire a sopportarla per quanto lui non sia un granchè. E io? Beh, io in tutto questo devo star bene, no? Io devo essere la forte, che ora deve sostenere tutti come loro hanno fatto con me, io che prenderei a sberle mia madre ogni cosa che dice solo x cercare di scuoterla, xkè mi fa incazzare, mi fa incazzare sentire certe cose e vederla così. E mi ha sempre fatto incazzare il suo masochismo. Già, xkè si è ridotta così dopo esser stata una settimana a Strambino, una settimana, da mia nonna, in quel clima di merda. Ma allora ti vuoi distruggere! No, dillo, xkè se è così io non posso più farci niente. Gli esami incombono, i casini sempre di più. Compreso chi terrà il gatto quando io mi rifugerò lontana dal mondo per qualche giorno con Stefano, in quegli unici momenti di pace, chepoi potranno esser anche di brevi musi e qualche battibecco, ma saranno momenti con lui e via da tutto questo casino. I miei stanno divorziando. E questa è un'altra cosa che ha gettato mia madre nello sconforto, xkè non se lo aspettava. Oh, sì, sono separati da quasi 17 anni ormai, ma non cambia. Ha fatto effetto anche a me. A me che non è mai importato nulla e ho sempre visto la separazione dei miei come un vantaggio, niente litigi, nuove amicizie, una bella famiglia allargata. Invece no, invece ora lo sento. A Pasqua ero a Mazzè, tutti insieme con papà, Claudia, Mimì e i suoi figli che ormai per me sono lei mia zia e loro i miei cugini, ma io mi sono sentita un'estranea. Mi sono veramente sentita figlia di mio padre. E basta. Mi sono sentita fuori da tutto e da tutti. Stasera vado al cinese con Eri e Sere, almeno un attimo di relax, un attimo in cui parlar anche di qst cose anche con loro, loro che so che se mai avessi bisogno saranno lì a sostenermi e ringrazio ogni giorno per questo. Tra tre ore ho un esonero...e non me ne frega niente. Lo so, non devo farmi prendere dal vortice degli eventi, devo distaccarmi un po', l'ha detto anche mio papà, lui ha detto di stare attenta che si rischia di cadere a propria volta, si rischia di lasciarsi travolgere più del dovuto, ma come si fa? In più mia madre ha detto che mia zia non vuole far andar via l'affittuaria di Alassio per qst estate. E certo, per non perder l'affitto, ma puoi capire che affitto. Non sono incazzata, o non + di tanto, o non solo, xkè non posso andar là qst estate, xkè era l'estate in cui volevo passarmi 2 settimane tranquilla al mare e invece non posso, xkè era l'unico programma certo e ora non lo è +. No, non solo x questo, ma x la miseria che mia zia prende a questa qua. Può far che regalarglielo l'appartamento, non cambia molto tra un po'! Tra tre ore ho un esonero, e nel frattempo dovrò mangiare, forse è meglio che vada ad appiccicarmi in testa due o tre nozioni tanto per portar a casa un voto decente che mi permetta di far l'orale con + tranquillità...tanto per...
Mi sono tenuta da conto, come un tesoro prezioso, ho elargito solo poche gocce di me alle persone, forse per paura. E poi mi sono data, aprendo spiragli di luce sul mio cuore, sulla mia vita. Non è cambiato molto, ci sono persone che ancora non mi comprendono, forse è colpa mia che non so mostrarmi per quello che sono. "Sono così, mi sento viva, sento che posso comunicarti qualcosa, mi ascolti? io ti ascolto". A volte però mi capita di trovare un contatto soprattutto con le persone che mi conoscono da poco ed escono fuori discorsi che mi lasciano cambiata, è come se avessi ceduto una piccola parte di me all'altro e ne avessi ricavato anche io qualcosa. "Sono presente nella tua mente, per un minuto sono diventata parte di te e per un minuto tu mi sei entrato dentro e ci sei rimasto e lascerai una traccia anche quando ci divideremo".
Ultimamente ho la vita sociale di un criceto (senza ruota) e apprezzo ancora di più questi incontri fortuiti e fortunati, mi sono presa la responsabilità degli 11 esami che devo ancora dare e ne ho dato uno proprio ieri e uno lo darò domani. Sono stanca e mi sento poco preparata, anche ieri ero incerta ma ho preso 27, non è che non so valutarmi..è che non sono preparata al punto di intrattenere una conversazione ben fatta, i pensieri mi si aggrovigliano nella testa, ma il prof. mi ha parlato, mi ha conosciuta e chissà forse il voto dipende da questo, per quanto io abbia studiato intensamente, mattino e pomeriggio in tutta questa settimana, operando diverse rinunce. Sono stanca e più cerco di mantenermi sveglia, pronta e scattante più il frigo è vuoto, il chiasso insopportabile, il caffè finito... sembra un complotto contro di me, ma se la vedessi veramente in questo modo, beh...sarei davvero paranoica U_U
Ci sto provando, almeno non potranno dirmi che sono svogliata. Si.. mi interessano i giudizi altrui, e si mi incazzo terribilmente quando mi criticano anche se forse non lo do a vedere (ma non sono un'attrice). Sono insicura e c'è chi se ne approfitta, sono maldestra e pasticciona soprattutto quando non mi sento a mio agio, non so parlare a voce bassa (ma sono sorda, provate voi a non urlare quando non sentite una mazza!) e sono logorroica, mi piace scherzare ma non sono stupida, sbaglio i congiuntivi ma non mi reputo ignorante. Ho scotomizzato le mie conoscenze di latino (quelle di matematica..mai avute! mi manca l'area del cervello che è adibita alle operazioni logico matematiche, un giorno un neurologo mi esplorerà l'encefalo e rimarrà esterefatto!) sbaglio volentieri le tabelline (beh...forse la tabellina del 10 no!) e odio non poter dire la mia. Io devo sempre esprimere un opinione e mi incazzo se gli altri non la prendono in considerazione, se invece lo fanno e la ritengono sbagliata accetto la cosa più facilmente, ma nel segreto del mio cuore mi sussurro "poveri idioti!". Non sono però arrogante, non potrei esserlo a rigor di logica (ma ora che ci penso..io non sono una persona logica!) dal momento che mi svaluto spesso e volentieri. Non so reagire ai complimenti!! divento rossa o li respingo (oh povera Italia!) e nemmeno agli insulti...mannaggia... mi viene in mente sempre cosa potevo replicare quando ormai una discussione è finita da mesi! (che tempismo). Tipo oggi alla mia insegnante delle elementari che mi diede dell'infantile (avevo 7 anni se non ero infantile io!) direi: "stupido topo dai peli che gli escono dal naso!" ma ovviamente all'epoca rimasi zitta e forse fu un bene.
Vabbè ho cazzeggiato per mezz'ora, ora ritorno ai miei libri vecchi di due anni....in groppa al grillo e in culo alla balena, e in bocca al lupo per me! (risponde da sola: in groppa in groppa, speriamo non caghi, crepi il lupo).
Voler loro un pò di bene, come se fossero dei coetanei, volergli bene nonostante tu sappia tutto di loro e loro nulla di te, nonostante abbiano talvolta intenti seduttivi. Mi fanno sorridere quando parlano dei loro misfatti e li vedi tutti li, spogliati delle loro categorie di rapinatori, ladri, sieropositivi che si scervellano per fare il gioco delle forme, o per disegnare un paesaggio con le matite acquerellate. Non mi sento superiore a loro, non sono io la persona che li salverà, forse sono stata solo un pò più forte nella mia vita, o forse solo un pò più fortunata. E poi me ne vado, promettendo loro che ritornerò anche se così non sarà, li lascio alla loro vita, pur sapendo che non li dimenticherò mai e che loro probabilmente mi dimenticheranno.
Allora Buona Vita e forse un giorno ci rivedremo, Altrove, verso l'indipendenza, vostra e mia.


Il mio nuovo blog: www.provocatoriamente.splinder.com
Sognando il giorno in cui faremo anche noi le competizioni, quando potremo ballare Missy Elliott e Justin Timberlake..


che dire se non .... *0*
Domani torna mamma da Potenza, sono felice che lei torni, perchè mi è mancata in questi tre giorni anche se sono stata completamente libera ho studiato e ho cercato di attaccarmi il meno possibile al pc. Mi sono sentita terribilmente sola ma nello stesso tempo non volevo partire con lei, non volevo vedere mia zia stare male o magari morire sotto i miei occhi. Sono una pavida, ho paura della morte, ho paura di incontrarla o anche solo di vederla. Voglio ricordare mia zia Donatina com'era un tempo e non com'è adesso, consumata dal tumore al fegato, lottando per soppravvivere mente il suo corpo muore e la bile le gonfia la pancia.Ho pianto in macchina mentre Luca mi teneva la mano, sono andata lo stesso a tirocinio e a fare l'esibizione di hip hop, sono incredibilmente fredda, razionale, sono incredibilmente spaventata.Sono scissa.Ho voglia di passare più tempo con mamma e anche con Luca, con Sara, con le poche persone con le quali posso permettermi di parlare, sapendo che verrei ascoltata,persone che mi sostengono, senza le quali non saprei più muovere un passo. Il tempo è breve, il tempo scivola...il mio amore si spezza la schiena lavorando senza nemmeno vedere un profitto ed io cerco di ritagliarmi uno spazio mio, liberandomi dalla presenza intrusiva di tutte le persone che possono darmi ansia, perchè voglio essere tranquilla. Purtroppo a lezione non posso più andare e come avevo previsto sono rimasta indietro...io posso contare solo su me stessa, anche se vorrei tanto che qualcuno mi prendesse per mano, un pò come si fa con i bimbi e mi aiutasse 24 ore su 24 a riorganizzarmi l'esistenza, a svolgere i miei impegni, che una volta mi riempivano di passione e che ora mi risulta faticoso portare a termine. Ma devo farcela da sola, pian piano...mente gli altri avanzano e io resto indietro, come succede sempre...è una costante della mia vita, io non sono una persona competitiva, non mi importa se ho dato più esami/meno esami con un voto più alto/più basso di altre persone, mi vien rabbia solo quando incontro persone competitive, perchè queste portano con sè sempre una certa quota d'ansia e per questo finisco inevitabilmente per allontanarle. Forse dovrei cercare di rimanere di più con la testa per terra, vorrei a volte davvero possedere il dono della magia, leggere nella mente delle persone, capire come loro mi percepiscono e vedermi con i loro occhi, da fuori ma Luca dice che è sempre meglio non sapere cosa pensano gli altri di noi e in fondo penso che lui abbia ragione, la verità potrebbe farci male. Dietro a quanti sorrisi di circostanza ci nascondiamo? ho smesso di comunicare quello che sento veramente, cerco di mantenere un rapporto superficiale perchè le persone preferiscono parlare di aria e non dover soffrire ne essere troppo coinvolte, anche io alla fine sono così, anche io rinuncio a vedere mia zia per l'ultima volta per una stupida esibizione di hip hop e perchè preferisco non vedere, non sapere. Non sono severa con me stessa, io mi piaccio così e mi ritengo con un pò di presunzione superiore ad altri perchè continuo a ragionare in modo indipendente sebbene nei miei gesti ci sia un pò di accondiscendenza, sebbene io a volte finga di essere interessata a cose di cui non mi importa nulla, come uno stupido lavoro di gruppo a scuola,come un discorso che non mi coinvolge, come una persona che parla, parla...senza ascoltare. Sono solo stanca di inseguire persone, sogni, progetti, stanca di venir sfruttata e di dovermi giustificare sempre con delle bugie, stanca di lavorare più dello stretto necessario, stanca di sentirmi distante da me stessa, di vedermi allo specchio e di non piacermi perchè non faccio nulla per aggiustarmi, non mi trucco, indosso vestiti vecchi e le solite scarpe da ginnastica, perchè vorrei che gli altri non mi notassero quando cammino per strada.Con amarezza rilecco le solite vecchie ferite, con amarezza ripeto che non ci cascherò più, che sarò io d'ora in poi la furba, quella che pesta gli altri per arrivare prima, quella che sfrutterà le persone fino all'osso per poi gettarle via...so che tuttavia non lo farò mai e perciò voglio solo sfogare la mia rabbia nel modo più superficiale e stupido che conosco, scrivendo un grosso e bel VAFFANCULO a quanti credono che io sia una stupida che non vede le cose per come sono veramente, a quanti hanno anche solo pensato di fregarmi e magari ci sono riusciti ( e in tanti mi hanno fregata...) e se qualcuno si sente toccato da queste parole è perchè sicuramente è coninvolto.(anche se come un benpensante qualunque legge lo stesso queste righe,senza rispondere...) Vaffanculo! vaffanculo! vaffanculo!!. Si, mi sento decisamente meglio adesso. :P
X è scappato dal pronto soccorso dopo nemmeno due giorni di trattamento sanitario obbligatorio e l’hanno visto aggirarsi dalle parti del sert di Collegno…era inevitabile. Ho paura? Il problema è che non ho paura e forse ce l’avrò solo quando mi ricapiterà di rincontrarlo e farò fatica a fingere di non vederlo, per non parlargli ancora. X soffre di disturbo bipolare , quella che una volta era la psicosi maniaco-depressiva per intenderci, non assume sostanze da almeno un anno e quindi non è nemmeno un paziente del sert, dovrebbe essere preso in cura dal servizio di salute mentale di Rivoli, ma quelli per svariati motivi non ce lo vogliono e in ogni caso non sono riusciti a guadagnarsi la sua fiducia. E’ senza un soldo, senza una casa e la sua malattia è pericolosa per se stesso e per gli altri, quando è in delirio diventa aggressivo,ha minacciato una dottoressa di morte e di molte altre cose ancora più gravi e truculente.Ma mi fa pena, perché ha dei parenti qua vicino che però rimandano sempre il momento in cui dovranno incontrarlo, perché se non prende i farmaci sarà sempre vittima della sua psicosi e il suo delirio si aggraverà. Oggi finalmente ho messo nel ripostiglio il mio mantello da supereroe, ho chiuso nel cassetto i sogni di salvare le persone, definitivamente. Ci sono ragazzi che hanno la vita segnata, il loro unico destino è la tossicodipendenza e la morte, non c’è modo di cambiare questa loro fine INEVITABILE. Tra suicidi e morti per overdose chi resta spesso vive una sofferenza profonda che non si cancella. “Malattia Cronica Recidivante” la tossicodipendenza è un sintomo che spesso si sposta e non è infrequente che molti eroinomani disintossicati passino alla dipendenza da altre sostanze, ad esempio dall’alcool che è socialmente più accettato, dall’abuso di Cannabis, dalla cocaina. X ha occupato uno spazio nei miei pensieri, oggi ho chiesto di lui, di quel ragazzo dalla faccia pulita, ma a detta di molti decisamente antipatico, aggressivo, strafottente e quando mi hanno detto che era scappato non sono rimasta stupita. Forse il tso non era la scelta più giusta, ma chi sono io per dirlo? E poi non vi sono altre soluzioni possibili, non ne vedo altre almeno…la famiglia li allontana, i tossici ci fanno schifo, socialmente hanno una immagine pessima, legata alle malattie, a una forma di vita sregolata, inaccetabile. Anche i poeti maledetti erano tossici, la loro vita era dedita al piacere, ma oggi sono considerati quasi dei miti, proprio per quel loro stile di vita.. “The libertine” penso che ne sia una prova, anche se devo ancora vederlo quel film. Ho cambiato il mio punto di vista e sono felice di questo mio tirocinio particolare, che non so esattamente quanto sia pertinente al lavoro che aspiro a fare,ma è stimolante di certo. E ditemi quello che volete ma sono convinta che per fare un lavoro del genere ci sia bisogno di una VOCAZIONE, devi volergli bene a questi ragazzi, devi spogliarti dei pregiudizi e voler loro bene, cercare di comprendere sempre e aiutarli facendo il possibile, pur sapendo che tossicodipendenza = malattia cronica recidivante.
Non sarà il buio a far dormire la mia anima,
non sarà un foglio pieno di frasi che racconterà
di me come di te in fondo di molto poi non cambia..
lo stesso cielo, stesso mondo con la stessa rabbia..
eh già, vorremmo che potessero tutti sentire
le nostre voci e quello che ognuno vorrebbe dire..
dobbiamo dare, qualcosa in mezzo agli altri
dobbiamo stare, uniti ma distanti
anche se spaventati dai giorni che son più brutti
preghiamo per i nostri sogni tutte le notti ..
tutte le notti nei nostri sogni c'è un po' di realtà
abbiamo negli occhi la luce della libertà
aldilà delle montagne, dei fiumi, dei mari
restiamo ciò che siamo semplicemente esseri umani
semplicemente qualcosa di stupendo,
qualcosa di orrendo, qualcosa che ancora non comprendo
Rit x2
Ma so che c'è qualcuno che mi sta ascoltando..
e so che lassù qualcuno sta guardando proprio me
E se lo sta facendo ci sarà un perchè ..
Forse è utile dire ciò che si prova inutile
Cercare una parola nuova per descrivere
il momento in cui so vivere meglio, inutile
aspettare che ci arrivi un segno utile..
l'impegno cos'è se non cercare di essere degno
per questa vita è normale voler dare il meglio
desideriamo ciò che è inutile dicendo "voglio"
non sorridiamo se non l'abbiamo dicendo "muoio" ..
ecco un foglio con delle frasi che non ricordo
se scritte da me o scritte da te che importa in fondo
sotto lo stesso cielo, stessa rabbia, stesso mondo
lo stesso modo di dimenticare in un secondo
o di guardare sempre indietro ogni singolo giorno
finchè non è il nostro turno non saremo di ritono
dal viaggio che ci tiene in pugno e che ci rende simili
tutti con la stessa paura di essere inutili
Rit x2
Se hai parole da dedicarmi sono qui ora
ad ascoltare prima di allontanarmi
le mie parole avranno il tuo sapore
ogni giorno di più ed ogni giorno avrò più calore..
per ogni singolo uomo esiste un sole
che nasce con te e ti sorride quando muore
dobbiamo solo dare il nostro amore a chi lo vuole
stare in pace anche se non si è dove ci piace
capire se è il momento di parlarci sotto voce
fuori c'è luce, poi buio, poi ancora luce
tutto quanto accade in modo rapido e veloce
tutto quanto accade in modo così naturale
a volte ci fa star bene, a volte ci fa star male
e vale la pena di evadere
senza vere regole come le favole
senza la paura di sentirsi inutile...
Nesli "Parole da dedicarmi"
Si spiega da sola questa canzone, la riascolto di continuo, la sento con le orecchie e poi con l'anima, mi scivola dentro e dentro rimane. Vorrei capire cosa ha portato Nesli a scrivere questo testo, spero di poterglielo chiedere un giorno.
Premessa
Questo post sarà diviso in due parti, ognuna associata ad una canzone…se riuscite leggete ascoltandole, come sottofondo. Non ce l'ho ancora fatta a mettere i link di entrambi xkè sono in campagna e qui il pc va lento ç_ç ma lo metterò presto! Grazie ^_^
"Quelli Che Ben Pensano" Frankie Hi-NRG [http://poisonivy.altervista.org/Frankie%20Hi-NRG%20-%20Quelli%20Che%20Ben%20Pensano.mp3]
Protagonisti: la dottoressa R., la dottoressa S., la dottoressa D.P.; io, G., A., L. ed E.
Giovedì, 27 Aprile 2006
Ore 5 e qcs: la sveglia.
Ore 6.15: parte il treno di Ste da Porta Susa (ç_ç).
Ore 6.30: sono di nuovo a casa e dormo un’oretta ancora, prima di cominciare la giornata che prevede 7 ore di tirocinio.
In realtà ormai sono le 8…avrei dovuto essere a tirocinio alle 8, ma non ci sono…arrivo là per le 9. La giornata, penso, si prospetta tranquilla…caspita, menomale che sono venuta, dimenticavo di avere il colloquio con la signora K.!
La dottoressa S. esce dalla sua stanza: “Dov’è A.? Ho un colloquio e vorrei farlo con lei”.
Non lo sappiamo…dov’è A.? Ah, sì, è al bar a fare colazione.
La dottoressa S.: “Allora magari vieni tu?” chiede rivolgendosi a G.
La dottoressa R. si affaccia alla porta: “No, no, fallo fare ad A., G. ne ha già fatto uno ieri se non sbaglio, comunque preferisco che lo faccia A., perché poi non voglio che la gente stia qui a far niente e mandare messaggini!
Scusa…ma tu non eri quella che quando le fa comodo sta al cellulare parlando a voce alta che tutti sanno i cazzi tuoi? Ah no? Ah scusa, sai, stando qua dentro ormai da 3 mesi mi era parso…
La dottoressa R.: E poi…uno colazione la fa prima di arrivare qua…non che uno arriva e va a fare colazione…
Ah…ma non eri tu quella che il 60% delle volte va a prendersi un caffè arrivata qui la mattina? Scusa, devo aver visto male anche questa volta…O forse no…ora ti correggi…
La dottoressa R.: Un caffè si può prendere, ma star sotto così…
Lo ammetto, A. è via da un po’ e forse è ora che torni su…
[…]
Ore 10.45: Ho finito il colloquio con la dottoressa R. e la signora K., mi sposto in un’altra stanza per scrivere la relazione. Dopo poco arriva L., entrambe scriviamo. Ci distraiamo dopo poco, parliamo di quello che è accaduto poche ore prima “Guarda, io te lo dico, perché siamo qua, e se non ci diciamo le cose tra noi…” mi dice L., mi chiedo cosa posso aver fatto. “Sai, ieri la dottoressa R. ha chiesto di te, ha detto che non sapeva che fine avevi fatto, se eri sparita”.
Forse oltre ad essere cieca sono smemorata…ricordo male o ho esplicitamente detto alla mia compagna F. che stavo male? Ricordo male o sul quaderno giornaliero su mercoledì, giorno di riunione collettiva, c’è scritto NO QUAGLINO xkè l’ho fatto scrivere, xkè ti ho detto che per 3 mercoledì avrei avuto il seminario sui disturbi alimentari di Veglia? Sono cieca io o lo sei tu? Chissà...
Xkè non mi darebbe fastidio se l’avessi detto carinamente, ma l’avrei sicuramente detto con il tuo solito tono di sufficienza, come se fosse sempre colpa degli altri…
Venerdì, 28 Aprile 2006
Ore 7: la sveglia.
Ore 8: non dovevo anche oggi essere a tirocinio alle 8? Bene, sono ancora a casa…sono la solita!
Ore 8.45: arrivo a tirocinio, finalmente! Devo mettermi a scrivere la relazione di ieri. Saluto e mi sposto nell’altra stanza, con G. e A. e comincio a scrivere. Non so più chi, ma qualcuna mi dice che di là hanno appeso un foglio con scritto che i cellulari di là non si possono usare…resto sbigottita…ma vado avanti a scrivere.
Ore in realtà non ricordo bene: sono sola a scrivere ora nella stanza. All’improvviso sento la dottoressa R. alzare la voce, dopo poco la dottoressa S., dopo…la dottoressa S.??? Sono sconvolta, lei è la persona più tranquilla e calma di questo mondo…cosa sta succedendo di là? Le voci mi arrivano confuse, e solo quando finisce tutto riesco a ricostruire la storia.
Questa è la ricostruzione dei fatti: la dottoressa R. deve firmare il libretto di tirocinio di F., una ragazza che è in corso con me, ma con cui non ho mai avuto grandi rapporti. Situazione burocratica, F. ha svolto il tirocinio quest’estate ma potendo/dovendo far la domanda solo a novembre dovrà far risultare le ore da gennaio in avanti, cosa che in effetti ha fatto…sul libretto è segnato che lei è stata a tirocinio da gennaio in poi, ma il punto è…di questo casino alla dottoressa R. lei ne aveva parlato? Non si sa, è questo è grave…la dottoressa R. quando scopre questo s’incazza, urla che lei ora ha firmato il falso…ma se fosse solo questo…
Non contenta ora mette in dubbio che F. abbia davvero fatto le ore xkè “Non è possibile che abbia fatto tutte queste ore, le avrà aggiunte”, si apre la discussione, la dottoressa S. le dice che tanti colloqui li ha visti con lei, che con lei ha fatto tante ore, non so come ci si arriva, ma fatto sta che la dottoressa R. praticamente insulta la dottoressa S. “Beh, a questo punto allora io faccio quello che fai tu e tu ti prendi il resto” come se lei facesse molto di più, “più” a ogni livello…ma fosse solo questo…
Dopo poco L. dice che lei la prossima ha finito. Interviene la dottoressa D.P.: “Ma scusa quante ore dovevi fare?” L.: “200” la dottoressa D.P.: “E quando hai iniziato?” L.: “A fine gennaio” la dottoressa D.P.: “E vorresti dirmi che hai già fatto 200 ore?” L.: “Sì…sono stata anche fino alle 16” la dottoressa D.P.: “Va beh, non ci sarai mica stata tutti i giorni?” L.: “No, xò soprattutto nelle ultime settimane sono rimasta spesso fino alle 16” la dottoressa D.P.: “Mah…”. Forse L. qualcosa avrà aggiunto, ma non credo sia così scorretta da essersi inventata le ore a cazzo...ma fosse solo questo…
Parlano, parlano, parlano…parlano di metter cartellini, dicono che qui facciamo quello che vogliamo e segniamo molte più ore di quelle che facciamo…parlano, parlano, parlano. Arrivano alla conclusione che dovranno controllare a fine settimana le ore che segniamo e poi le firmeranno…va bene, così almeno vi renderete conto che noi qua dentro ci siamo e ci stiamo, non cazzeggiamo così tanto come credete, ma fosse solo questo…e già con questo sono piuttosto incazzata.
Ore ancora non ricordo: torno di là, e finalmente lo vedo, quel foglio A4 messo per orizzontale, vicino alla porta: “PER OVVI MOTIVI DI RISPETTO E BUONA EDUCAZIONE È VIETATO FAR USO DEI TELEFONI CELLULARI ALL’INTERNO DEL LUOGO”, il succo è questo, le parole iniziali testuali. Ora sì che mi incazzo…ora sì che mi sale la vera carogna. Già, forse ora mi è andato a puttane anche l’olfatto, xkè mi sembrava di aver sentito puzza di sigaretta qua dentro, mentre noi per fumare dobbiamo uscire sulle scale antincendio. Mi sembrava di averti sentito, ogni tanto, quando ti gira, chiedere “Vi dà fastidio se fumo?” cosa dobbiamo risponderti? Sì? Ma figurati, fai pure, fuma pure in quel buco di posto dove poi l’odore resta, non chiuderti nella tua stanza vicino alla finestra perlomeno, no, non farlo, mi raccomando, ci fa piacere vederti e sentirti fumare, soprattutto è indice di RISPETTO E BUONA EDUCAZIONE. Aspetta, dimenticavo, sono anche sorda, di nuovo, e smemorata…non avevo scritto poco fa…aspetta…Ecco sì, avevo scritto “Scusa…ma tu non eri quella che quando le fa comodo sta al cellulare parlando a voce alta che tutti sanno i cazzi tuoi? Ah no? Ah scusa, sai, stando qua dentro ormai da 3 mesi mi era parso…”. Già, anche questo è indice di RISPETTO E BUONA EDUCAZIONE. Già…anche parlare al tuo solito tono di voce alto mentre ci sono colloqui nell’altra stanza, quando la dottoressa S. ci chiede un po’ di silenzio xkè sì, c’è la porta, ma se parli forte si sente, e dà fastidio sia alla dottoressa che sta facendo il colloquio, sia alla paziente, ma anche questo è indice di RISPETTO E BUONA EDUCAZIONE.
La morale? Lavoro in un posto dal quale vorrei scappare, capeggiato da una persona ipocrita e maleducata e…e…in una parola, come si dice? Inizia per “s” mi sembra…Ah sì, stronza!
Volete un’altra morale? Di questa gente è pieno il mondo…poi mi chiedono xkè mi faccio i cazzi miei e vivo nel mio mondo…se non no sopravvivo!
Non vi basta? Vi dirò allora qual è la cosa peggiore…la cosa peggiore è la stupidità della gente che non capisce in che mondo si trova, che non capisce come comportarsi con la gente così, che se non li si può insultare, xkè non si può, almeno si cerca di fare in modo che non abbiano motivo di sfogare le loro frustrazioni su chi non ha colpa, e non vuol dire essere lecchini, vuol dire farsi i propri interessi, come tanto se li fanno loro, per il periodo in cui ci si deve convivere. Perché è già la seconda volta che la stupidità ha portato a queste situazioni…perché è già la seconda volta che la stupidità, o forse solo l’ingenuità, che però in questi casi è deleteria, ha fatto ricadere su di noi le conseguenze…
“Nella logica del gioco la sola regola è esser scaltri…” Frankie Hi-NRG – “Quelli che ben pensano”
Ma dopo la nausea che mi è venuta a guardare questo mondo falso e ipocrita, dopo ho cercato di rilassarmi…e l’atmosfera, per fortuna, è cambiata.
“Beyond My Wildest Dream” Mark Knopfer&Emmylou Harris [http://poisonivy.altervista.org/Mark%20Knopfler&Emmylou%20Harris%20-%20Beyond%20My%20Wildest%20Dream.mp3]
Ancora Venerdì, 28 Aprile 2006
Non so che ora fosse con precisione quando sono tornata a casa, tardi di sicuro visto che c’è stato sciopero dei pullman e dopo più di mezz’ora alla fermata con Sere ci siamo fatte venire a prendere a Porta Nuova dalla disperazione :p. Comunque sono arrivata a casa, stanca, incazzata per la mattinata, ma felice per il pomeriggio…una lezione di Psicodiagnostica II stupenda, non mi sono nemmeno accorta che fosse già la fine, volevo continuare a fare lezione. Mi ha rincuorata dopo la mattinata, ho sorriso sdraiandomi sul letto con già il pc in mano, pensando che nonostante la nausea di prima in quella giornata c’era stato qualcosa che aveva avuto valore, che era stato davvero importante. Accendo il pc, vado a controllare la posta: un nuovo messaggio da Blandino, il professore a cui ho chiesto la tesi, un messaggio che mi giunge inaspettato visto che già avevo ricevuto una sua e-mail in cui diceva di chiamarlo, cosa che non ero ancora riuscita a fare. La apro: “Cara Maria Elisabetta, non so se ti è arrivata l’altra mail che ti ho mandato, comunque chiamami a questo numero per incontrarci…” il succo più o meno questo…sorrido, mi dico che allora al mondo non esiste solo la falsità e l’ipocrisia, che le incontrerò sempre, ma che non è l’unico mondo…c’è anche il mondo delle persone disponibili e gentili…e vado a letto rincuorata da questa convinzione…più tranquilla…
Domenica 30 Aprile 2006
Oggi, sì…oggi mi sono svegliata presto, ho preparato le cose per venir su a Mazzè e poi alle 11 sono partita con il treno per andare a Chiasso dove mi aspettava papà. Sono salita in macchina con lui: “Voglio fare un cd per i miei studenti” mi ha detto cominciando a farmi sentire alcune delle canzoni che stava selezionando “Così, come ricordo del corso”…ho pensato che fosse una cosa splendida…ho ascoltato le canzoni e tra le tante c’era anche questa…mi ha colpito profondamente…e mentre sotto i miei occhi scorreva la campagna, e mentre entrambi eravamo in silenzio, allora la mia rabbia più profonda di due giorni prima si è finalmente dissipata del tutto…mi sono trovata a sognare, come spesso succede in macchina con mio padre. Lui è sempre stato uno di poche parole, e a volte mi spiace, ma non mi dispiacciono i viaggi in cui entrambi non parliamo, quando ci basta lo stare insieme e condividere la canzone che ascoltiamo in quel momento, perché quando è così lascio la mente vagare. E mi piace…mi piace pensare che in quel momento sono tranquilla…mi piace pensare che intorno a me oltre agli stronzi ci sono persone che mi vogliono bene e a cui voglio bene…mi piace pensare al futuro…mi piace pensare a quando avrò una famiglia, e un lavoro che oltre ai casini, spero, mi darà anche soddisfazioni…mi piace pensare a dove potrò essere…mi piace veder scorrere ogni immagine sotto i miei occhi, proiettata sui prati e sui campi…mi piace, e anche se il ritorno alla realtà poi è sempre più duro più è il tempo in cui si è sognato, anche se è così io in quei momenti sto bene…e xkè negarmi qualcosa che mi piace allora? Almeno questo mi darà la forza, una volta tornata alla realtà, di affrontare qualsiasi tirocinio…
Scusate il post chilometrico…ma ne avevo bisogno…e se siete arrivati fin qui…Grazie!:*
Questo post è dedicato a tutte le persone meravigliose che mi circondano, quelle che mi aiutano a crescere, che mi stimolano con la loro unicità, con la loro storia. È l’attimo in cui due vite si incontrano, in cui due cuori dialogano e il calore passa dalla pelle, per arrivarti fino all’anima, è il sentirsi protetti e all’asciutto anche sotto un cielo illuminato dai lampi. È la sensazione che la nostra vita e la nostra storia si prolunghi da noi agli altri, come un filo rosso che ci tieni uniti: tutti uguali, tutti impegnati a lasciare un segno, con la stessa paura di essere inutili, come direbbe Nesli. In una risata ci facciamo contagiare, la nostra allegria si propaga, il nostro buon umore ci rende empatici, complici, con le emozioni dialoghiamo in mille modi e interpretiamo quello che siamo per gli altri, quanto possiamo avvicinarci a loro o dobbiamo stare distanti, quanto dovremmo rischiare…
Ho scoperto che non bisogna mai accontentarsi e che vi sono persone splendide che sanno riempire uno spazio costante nella nostra mente, senza mai lasciarlo, senza mai deluderci veramente, perché hanno i loro piccoli difetti che possiamo facilmente sopportare, perché sono affascinanti. Alcune amicizie si perdono nel tempo, il più delle volte perché non vi è stato abbastanza impegno e quindi anche interesse, altre volte invece rimaniamo intrappolati in una illusione che non ci permette di vedere l’altro per quel che veramente è, ma sono rischi che corriamo, e tra binari incrociati che si dividono e persone che dimentichiamo, quello che resta è una parte importante della nostra vita, è la bellezza di non essere soli, è la necessità del sentirsi sempre e comunque parte di un tutto.
...GRAZIE!
"Scrivi Francesca, scrivi di te." La risposta a una lettera che mandai a “Primavera” un mensile pubblicato dai salesiani, la risposta a una mia prima confessione spedita con una bella busta da corrispondenza.La prima volta che tentai, scrivendo di comunicare a qualcun altro quella parte del mio mondo interno che mi stava scomoda, troppo stretta. Scrivere fa bene, scrivere aiuta.E allora io scrivo. Di cosa scrivo? Di questi momenti, di adesso, dell’ossessione dei miei pensieri che ritornano circolarmente a tormentarmi, non me ne libero mai…non sono frasi o parole quelle che ritornano, sono concetti, pezzi della mia infanzia, immagini, ricordi,il tutto unito dalle associazioni mie liberamente prodotte a partire da qualsiasi elemento che mi circonda. Ogni cosa , anche la più insignificante mi porta lontano con la mente, mi estranea completamente da quello che sto facendo.Io ci sono, rispondo, sorrido, mi muovo, ma la mia mente è altrove, verso quegli spazi inesplorati e pericolosi della mia persona, incentrata totalmente su me stessa,sulle emozioni che provo, su questioni che non risolverò mai ma che mi tormentano. È penoso, e questo mi fa capire che non è sano. Il fatto che io ne sia consapevole lo rende meno preoccupante? Ma esattamente quanto ne sono consapevole poi? Ho paura,paura di smarrirmi se vado troppo a fondo, ma non ci riesco, non riesco a vivere senza pensare alle mie paure, senza pensare a me e a tutto ciò che ruota intorno a me, alle persone che mi sono legate, ai posti che conosco bene, alla mia famiglia. Studiare psicologia non mi fa bene, sicuramente mi piace, sicuramente mi appassiona, mi diverte, mi distrae però è brutto ritrovarsi in ogni cosa, è brutto rabbrividire sotto il maglione in silenzio a lezione, perché una sola parola in quel momento ti ha aperto l’anima, insieme a mille orizzonti di ipotesi, quasi tutte perfette e quindi per questo quasi nessuna totalmente soddisfacente. Sto cercando me stessa in una teoria? Ho una pretesa di razionalità , di coerenza insana? Sono belle le teorie e da subito ti insegnano e ti rendi conto che non servono a niente, ci fanno stare più tranquilli certo,ci danno una griglia di lettura, ma in fondo la speranza è sempre quella di ritrovare una risposta, una soluzione immediata. Hai mal di denti, prendi la medicina e ti passa, soffri? Allora apri il DSM e la ci trovi la tua patologia e dici “wow sono io..” datemi una pastiglia e il male passa. Era bello quando avevi la convinzione infantile e ingenua che lo psicologo fosse un essere in grado di capire tutto di te, persino da come ti muovevi, da come parlavi,lui ti esplorava e ti cambiava. Ho incominciato a studiare psicologia per trovare una risposta e mai come ora la risposta mi è sembrata lontana, mai come ora sono stata così, ossessivamente aggrappata ai miei pensieri, e il parlare molto e velocemente non è che solo una parte di me, quel poco che butto fuori, per strapparmelo da dentro, ma più me ne libero più il materiale ritorna, arricchito, a volte totalmente nuovo e diverso. Io non sono mai presente al 100 % in una situazione se non sto parlando io, in quel momento o se qualcuno attira su se stesso le mie attenzioni.Ma io sono attratta soprattutto dalle persone che mi comunicano a livello consapevole e non contenuti profondi, parti della loro anima, ma se lo fanno per vittimismo, e se la loro profondità non è sentita da me abbastanza sufficiente, le loro parole mi sono scomode, le ascolto per cortesia ma non mi interessano. Più della metà dei discorsi che ascolto, mi trapassano, mentre la restante parte diventa parte di me, un pezzo di quella persona nella mia testa, nel mio cuore, nessuno lo toglie più da li. Altre volte mi sento a disagio e l’ho realizzato ieri durante la lezione della Granirei, ed è quando non trovo nell’altro una risposta adeguata, quando trovo palese disinteressamento a quello che io sto dicendo, a quello che io provo,alla fine nessuno vuole immergersi nei problemi altrui,nessuno vuole riconoscere l’importanza di alcune parole e di altri messaggi che passano silenziosi, ma passano. Non ha importanza per me adesso, perché ho capito che comunicare agli altri, o meglio, cercare di comunicare agli altri quello che si è , che si prova, non ci aiuta a fare chiarezza con noi stessi, ci aiuta solo a fare del vittimismo o a far crepare di noia chi ci sta di fronte. Con che diritto invadiamo gli altri con i nostri pensieri senza chiedere loro il permesso? Con che diritto ci sentiamo così importanti, così bisognosi di attenzione, così capaci di trasmettere qualcosa di diverso, di più profondo appunto? Strappiamo via la maschera dell’ipocrisia, diciamo che siamo disposti ad ascoltare tutti, ma poi chi scegliere di aiutare veramente, dobbiamo deciderlo noi e soltanto noi. Non proverò più rabbia per chi non ascolta, per chi non vede, perchè non vuole vedere o perché è cresciuto in una campana di vetro, come ce ne sono molte nella vita, come ne ho avute molte anche io,una visione ristretta, la falsa convinzione che l’esperienza della vita basta a capire la vita. Sono bugie! Ci vuole una vita solo per arrivare a formulare le domande giuste, siamo ancora troppo poco intelligenti, troppo limitati per capire. È una menzogna che le risposte le danno i dottori, gli psicologi, i filosofi, persino i preti, la risposta non esiste,è la ricerca, la riflessione interiore, ma questa riflessione consuma le mie energie, mi lascia perennemente stanca, mi assorbe togliendomi la possibilità di essere felice, di vivere davvero. Voglio staccarmi da me stessa, voglio smetterla di pensare in questo modo,voglio fare di quella che considero la mia più grande dote e il mio più grande cruccio uno strumento per affrontare la vita, non una difesa patologica. Ho paura di avere paura, ho paura di ammalarmi nella mente, di non provare più emozioni nello stare normalmente con gli amici o con il mio ragazzo perché i miei pensieri tornano a distrami. Ho abbracciato mia madre oggi,provo tanta pena per lei, non c’è dolore come quello che si sente nel vedere la felicità fuggir via, per sempre da qualcuno a cui vuoi bene, qualcuno che è così diverso da te, che non ti comprende ma ti ama, e questo lo senti, questo passa. Mi lascerà prima o poi, prima o poi mi toglieranno le persone che amo, arriverà il più grande tabù del nostro secolo (e di tutti gli altri) che è la signora morte e mi porterà via la mia famiglia, Luca…è questa la mia paura, il mio timore costante. "Non pensarci" ti dicono, e dopo anni di scuola cattolica io non credo in niente, credo solo in quello che provo, credo che l’addio di una persona che amo sarebbe la mia fine. Voglio tutelarmi da questo, voglio sputarlo fuori prima di cominciare a negarlo e quindi a dimenticarlo o mascherarlo. Aspetto di fare la specializzazione per entrare in analisi, lo dico sempre, scherzando e penso che nessuno potrebbe sconsigliarmi di farla dopo aver letto questo post :P però la verità è che al momento non posso e non voglio, costa troppo, sarebbe un problema giustificarlo e ho paura di peggiorare. Tieni duro, tieni duro e picchia forte, reagisci sempre…me lo ripeto ma quei pensieri ritornano. Non c’è modo di fermarli e mi rendo conto di quanto è labile il confine tra la sanità e la malattia, tra chi vive e chi finge solamente di vivere.